Il §877(a)(2)(C) qualifica come covered expatriate chi non certifica, sotto vincolo di veridicità, di aver adempiuto a tutti gli obblighi fiscali federali dei cinque periodi d'imposta che precedono l'espatriazione. La certificazione si rende sul Modulo 8854.
Rispetto agli altri due test, questo ha una caratteristica che ne cambia completamente la natura: non misura nulla. Non c'è una soglia da superare, non c'è un importo da calcolare. O si è in regola, o non lo si è.
Nessuna eccezione lo neutralizza
Le due eccezioni del §877A(g)(1)(B) — doppia cittadinanza dalla nascita e rinuncia prima dei diciotto anni e mezzo — operano esclusivamente sul test patrimoniale e su quello reddituale. Sul test di certificazione non hanno alcun effetto. Chi rientra perfettamente in un'eccezione, ma non può certificare la conformità, è covered expatriate a tutti gli effetti.
Che cosa comprende la conformità
L'espressione è più ampia di quanto suggerisca il linguaggio corrente. Non riguarda soltanto l'imposta dovuta e versata, ma l'intero complesso degli adempimenti federali del quinquennio.
- Dichiarazioni dei redditi presentate per ciascuno dei cinque anni, anche in assenza di imposta dovuta;
- Imposte liquidate e versate, comprese sanzioni e interessi eventualmente maturati;
- Obblighi informativi assolti: segnalazione dei conti finanziari esteri, delle partecipazioni in società estere, degli interessi in trust e delle altre posizioni soggette a comunicazione.
Il terzo punto è quello che più spesso viene trascurato. Una posizione può essere impeccabile sul piano dell'imposta — nulla dovuto, nulla da versare — e risultare comunque non conforme per omesse comunicazioni di natura puramente informativa.
Perché colpisce chi non ha patrimonio
La platea più esposta è quella dei cittadini statunitensi residenti stabilmente all'estero che non hanno mai avuto consapevolezza dei propri obblighi dichiarativi verso gli Stati Uniti. È la condizione dei cosiddetti accidental Americans: persone nate negli Stati Uniti da genitori stranieri e rientrate nel Paese d'origine da bambine, oppure nate all'estero da un genitore americano, che hanno acquisito la cittadinanza per nascita senza mai averne fatto uso.
Gli Stati Uniti tassano in base alla cittadinanza, non alla residenza. L'obbligo dichiarativo esiste quindi a prescindere da dove si viva e da dove si produca reddito. Chi non lo ha mai assolto non può rendere la certificazione — e diventa covered expatriate pur potendo avere patrimonio e reddito prossimi allo zero.
Ma con un'imposta spesso nulla
Essere covered expatriate non significa automaticamente dover pagare. Se il patrimonio non contiene plusvalenze latenti significative, l'imposta mark-to-market può risultare pari a zero anche per un covered expatriate. Resta però la qualificazione, che si porta dietro conseguenze durature — prima fra tutte l'imposta del §2801 su ogni futura donazione o successione verso soggetti statunitensi.
Sanare prima di rinunciare
È il punto in cui l'ordine delle operazioni conta più di ogni altra cosa. La conformità va ricostruita prima della rinuncia, perché la certificazione si rende con riferimento alla situazione esistente al momento dell'espatriazione. Chi rinuncia e solo dopo regolarizza la propria posizione ha già acquisito lo status di covered expatriate, e non lo perde retroattivamente.
Per chi non ha mai dichiarato esistono percorsi di regolarizzazione specificamente destinati agli ex cittadini, che a determinate condizioni consentono di mettersi in regola senza sanzioni. Approfondisci le Relief Procedures.
Nel dubbio, il test si considera non superato
La certificazione si rende sotto vincolo di veridicità. Chi non ha certezza della propria posizione per uno qualsiasi dei cinque anni non è in condizione di renderla, e ai fini pratici deve considerarsi non conforme fino a verifica compiuta. Ricostruire lo storico dichiarativo è quindi il primo passo di qualunque valutazione seria, prima ancora di stimare patrimonio e imposta media.