Il §877A(a) costruisce una finzione giuridica di grande portata: tutti i beni del covered expatriate si considerano ceduti al loro valore di mercato il giorno precedente la data di espatriazione. La plusvalenza netta che ne risulta è imponibile in quell'anno, benché nulla sia stato effettivamente venduto e nessuna somma sia entrata.
La collocazione temporale non è casuale. Fissando l'evento al giorno precedente la rinuncia, il legislatore assicura che il contribuente sia ancora cittadino statunitense nel momento in cui la plusvalenza si considera realizzata — e dunque pienamente assoggettato all'imposta federale su base mondiale.
Come si arriva all'imponibile
- Valore di mercato di ciascun bene alla data rilevante.
- Costo fiscale di ciascun bene, secondo le regole ordinarie.
- Plusvalenze e minusvalenze per differenza, bene per bene.
- Compensazione fra le une e le altre, per ottenere la plusvalenza netta.
- Esclusione dell'importo previsto per l'anno di rinuncia.
- Imposta sull'eccedenza, secondo la natura e il periodo di possesso dei beni.
| Anno di rinuncia | Esclusione sulla plusvalenza netta | Fonte |
|---|---|---|
| 2026 | $910.000 | Rev. Proc. 2025-32 |
| 2025 | $890.000 | Rev. Proc. 2024-40 |
L'esclusione è rideterminata annualmente. Si applica alla plusvalenza netta complessiva, non a ciascun bene, e si ripartisce proporzionalmente fra le plusvalenze emerse.
Le minusvalenze si computano
A differenza di quanto avviene in molte situazioni ordinarie, nel calcolo del §877A le minusvalenze latenti sono prese in considerazione e riducono la plusvalenza netta. Ha inoltre particolare rilievo il fatto che la disciplina delle vendite fittizie — la regola che in via ordinaria impedisce di dedurre una minusvalenza quando lo stesso titolo viene riacquistato entro un breve periodo — non si applica alla vendita figurativa da espatriazione.
Una conseguenza pratica
Un portafoglio con posizioni in perdita non va necessariamente liquidato prima della rinuncia: le minusvalenze latenti entrano comunque nel conteggio e compensano le plusvalenze. Ciò che conta è la composizione complessiva del patrimonio alla data, non le operazioni compiute nell'immediata vigilia.
L'aliquota dipende dal bene, non dal regime
Il §877A determina quando e su cosa si paga, non con quale aliquota. Il prelievo segue le regole ordinarie: i beni detenuti da più di un anno scontano le aliquote sulle plusvalenze di lungo periodo, quelli detenuti da meno seguono le aliquote ordinarie, più elevate. Alcuni cespiti hanno regole proprie — gli ammortamenti pregressi sugli immobili possono generare componenti tassate diversamente, e gli oggetti da collezione hanno un'aliquota dedicata.
Ne discende che due patrimoni di pari valore e pari plusvalenza latente possono generare imposte sensibilmente diverse a seconda della loro composizione e della loro storia.
Il costo fiscale dopo la rinuncia
Poiché la plusvalenza è stata assoggettata a imposta, il costo fiscale dei beni si adegua al valore assunto nella vendita figurativa. L'aggiustamento evita che la stessa plusvalenza sia tassata due volte ai fini statunitensi, e rileva soprattutto per chi conserverà beni di fonte americana o dovesse in futuro tornare ad avere obblighi fiscali negli Stati Uniti.
Nessun effetto automatico sul fisco italiano
L'adeguamento del costo fiscale opera ai fini statunitensi. L'ordinamento italiano determina il costo fiscalmente riconosciuto secondo criteri propri, e non recepisce automaticamente la rivalutazione operata dal §877A. Il rischio di una doppia imposizione economica sulla medesima plusvalenza è concreto e va esaminato alla luce della Convenzione fra Italia e Stati Uniti prima della rinuncia, non dopo.
L'opzione di differimento
Il §877A(b) consente di differire il pagamento dell'imposta relativa a singoli beni fino all'anno della loro effettiva cessione. È lo strumento pensato per chi ha patrimonio illiquido — un'azienda, un immobile, una partecipazione non negoziabile — e non dispone della cassa per pagare oggi un'imposta su ricchezza non monetizzata.
L'opzione è esercitabile bene per bene, e richiede:
- una garanzia adeguata a favore dell'erario statunitense;
- la rinuncia irrevocabile ai benefici convenzionali che ostacolerebbero la riscossione;
- il pagamento di interessi per l'intero periodo di differimento.
Si esercita sul Modulo 8854 con la dichiarazione dell'anno di rinuncia. Il costo complessivo del differimento — interessi, costo della garanzia, perdita dei benefici convenzionali — va confrontato con l'alternativa di liquidare per tempo una parte del patrimonio.
Che cosa resta fuori
Tre categorie di beni non sono soggette alla vendita figurativa e seguono discipline autonome: i compensi differiti, i conti a fiscalità differita e gli interessi in trust non-grantor. Non si tratta di esenzioni: sono regimi diversi, in alcuni casi più onerosi di quello ordinario.