L'ingresso negli Stati Uniti
Perduta la cittadinanza si perde il diritto di ingresso e soggiorno. Chi possiede la cittadinanza italiana potrà di norma viaggiare come qualunque altro cittadino italiano, avvalendosi del programma di esenzione dal visto per soggiorni brevi di natura turistica o d'affari, previa autorizzazione elettronica preventiva. Per soggiorni più lunghi o per motivi di lavoro occorre un visto.
Una previsione poco applicata
La legge statunitense sull'immigrazione contempla una causa di inammissibilità per chi rinunci alla cittadinanza allo scopo di sottrarsi all'imposizione fiscale. La disposizione è priva di una disciplina attuativa e la sua applicazione concreta è stata storicamente del tutto marginale. Non è però formalmente abrogata, e resta una circostanza da conoscere.
La posizione fiscale
Dal giorno successivo alla data di espatriazione si è trattati come non residenti. Ne consegue che:
- si è assoggettati a imposta statunitense sui soli redditi di fonte statunitense, non più su base mondiale;
- determinati redditi di natura passiva subiscono una ritenuta alla fonte, riducibile dalla Convenzione fra Italia e Stati Uniti;
- la cessione di immobili situati negli Stati Uniti resta assoggettata a imposizione, con un meccanismo di ritenuta a carico dell'acquirente;
- cessano gli obblighi di comunicazione delle attività finanziarie estere, che presupponevano lo status di soggetto statunitense.
L'imposta di successione sui beni statunitensi
La franchigia crolla
È l'aspetto più trascurato. Un cittadino statunitense dispone di una franchigia molto elevata
ai fini dell'imposta federale di successione. Un non residente non cittadino
ne ha una drasticamente inferiore, applicabile ai soli beni situati negli Stati Uniti —
tipicamente immobili e titoli di società statunitensi. Il valore eccedente è assoggettato ad
aliquote che arrivano al 40%.
Chi conserva un immobile o un portafoglio azionario statunitense può quindi trovarsi, dopo la
rinuncia, in una posizione successoria peggiore di quella precedente. La Convenzione
fra Italia e Stati Uniti in materia di imposte sulle successioni può incidere sul risultato,
e va esaminata caso per caso.
Che cosa sopravvive alla rinuncia
Per chi è stato covered expatriate, alcune conseguenze non si esauriscono:
- l'imposta del §2801 su donazioni e successioni future verso soggetti statunitensi, senza limite di tempo;
- la ritenuta del 30% sulle erogazioni da compensi differiti idonei;
- la ritenuta del 30% sulle distribuzioni da trust non-grantor;
- gli obblighi dichiarativi connessi al differimento eventualmente richiesto e alle posizioni ancora aperte.
La previdenza
I diritti previdenziali maturati sulla base dei contributi versati non si perdono con la cittadinanza. Le modalità di erogazione all'estero e il trattamento fiscale delle prestazioni dipendono dalla normativa applicabile e dagli accordi in materia di sicurezza sociale fra Italia e Stati Uniti. È materia da verificare con l'ente previdenziale competente, poiché le regole variano secondo la prestazione.
Il ritorno non è previsto
Non esiste alcuna procedura per riacquistare la cittadinanza rinunciata. Chi volesse tornare cittadino statunitense dovrebbe percorrere integralmente il procedimento ordinario di immigrazione e naturalizzazione, alle stesse condizioni di qualunque altro straniero. È la ragione per cui la decisione va presa considerando un orizzonte lungo, e non la convenienza del momento.